La copertura nuvolosa indica la parte di cielo coperta da nubi in un luogo e in un momento determinati. Può descrivere ciò che vede un osservatore o la stima di un modello su un’area. Da sola non dà altezza e spessore delle nubi, pioggia o durata delle schiarite.
Che cosa indica la percentuale di copertura?
In un’osservazione al suolo, la copertura è la frazione della volta celeste visibile nascosta dalle nubi. Un valore del 60% significa che, dalla posizione dell’osservatore, ne appare coperta all’incirca una porzione pari a tre quinti. In un modello meteorologico numerico, il dato rappresenta in genere la frazione nuvolosa stimata di una cella orizzontale della griglia. Il valore previsto da Airpult proviene da un campo di questo tipo e viene interpolato sulle coordinate richieste.
La copertura non è una probabilità. Una previsione del 40% non indica il 40% di possibilità di vedere una nube e neppure che il cielo resterà nuvoloso per il 40% dell’ora. Descrive la quantità di cielo che il modello ritiene coperta all’orario indicato. La probabilità di pioggia in una previsione delle precipitazioni è un’altra grandezza.
La percentuale non specifica quanto le nubi lascino passare la luce. Un velo alto e uno strato basso e compatto possono occupare la stessa porzione di cielo, con effetti diversi su luminosità e visibilità. Forma e quota richiedono una descrizione distinta del tipo di nube.
Percentuali e ottavi non sono equivalenti esatti
Gli osservatori esprimono tradizionalmente la quantità di nubi in okta, cioè ottavi di cielo. Zero okta corrispondono a un cielo nel quale non si osservano nubi; otto okta indicano una copertura completa. L’okta è una categoria discreta ricavata dall’osservazione, mentre la percentuale di un modello può assumere molti valori su una scala continua.
Dal punto di vista aritmetico, il 50% vale quattro ottavi e il 25% due. È un riferimento, non una conversione precisa. L’occhio valuta strutture irregolari su una volta tridimensionale e le regole raggruppano più ottavi nella stessa categoria. Anche le soglie usate per espressioni come “parzialmente nuvoloso” possono cambiare. Conviene leggere la legenda del servizio.
L’Atlante internazionale delle nubi della WMO descrive la copertura totale e il modo in cui si considerano gli strati nascosti in parte da altre nubi.
La copertura nei bollettini aeronautici
Le osservazioni METAR usano abbreviazioni standard per la quantità di nubi in ciascuno strato segnalato:
- FEW: più di zero fino a due ottavi, poche nubi.
- SCT: da tre a quattro ottavi, nubi sparse.
- BKN: da cinque a sette ottavi, nubi frammentate.
- OVC: otto ottavi, cielo coperto.
Nelle stazioni manuali statunitensi, SKC segnala l’assenza di nubi. In una stazione automatica, CLR significa che non è stato rilevato alcuno strato sotto i 12.000 piedi; più in alto possono esserci nubi. BKN025 indica uno strato frammentato con base a 2.500 piedi sopra il suolo.
In aviazione, il ceiling è l’altezza della base dello strato più basso segnalato come BKN o OVC. Se il cielo è del tutto oscurato, corrisponde alla visibilità verticale nell’oscuramento. Gli strati FEW e SCT non costituiscono un ceiling. L’Aeronautical Information Manual della FAA contiene le definizioni operative. Una percentuale generica non sostituisce METAR, TAF o briefing aeronautici ufficiali.
Perché gli strati non si possono sommare
La copertura totale combina le nubi presenti a tutte le quote viste dall’alto o dal basso. Immagina che uno strato basso copra metà di un’area e che uno alto ne copra un’altra metà. Se sono sovrapposti sulla stessa zona, la copertura totale resta del 50%. Se occupano metà opposte, può arrivare al 100%. La somma dei valori dei singoli strati porta quindi spesso a un risultato sbagliato.
Un modello deve applicare una regola per stimare come si sovrappongono le nubi sui diversi livelli verticali. ECMWF ricava la copertura totale, bassa, media e alta dal proprio campo nuvoloso tridimensionale facendo ipotesi su questa disposizione. La guida ECMWF alla previsione delle nubi precisa che la copertura totale non supera la somma dei valori dei tre intervalli di quota.
Come si osserva la copertura nuvolosa?
Un osservatore addestrato esamina il cielo visibile, stima la quantità e separa gli strati in base alla quota delle basi. Montagne, edifici o uno strato basso possono limitare la visuale. Il rapporto rappresenta un punto, non tutti i dintorni.
Le stazioni aeroportuali automatiche usano spesso un ceilometro. Lo strumento invia un impulso laser verso l’alto e misura il segnale restituito dalle basi. Campiona una colonna, non l’intera volta celeste, quindi stima l’estensione dello strato da una sequenza di rilevamenti.
Nella rete statunitense ASOS, un algoritmo media i campioni recenti. La scheda del National Weather Service indica una misura fino a 12.600 piedi e una segnalazione fino a 12.000. Alcune nubi sottili o strati di umidità possono non comparire nel rapporto.
Perché la previsione può non coincidere con il cielo
Una cella del modello copre un’area più ampia di un giardino, un sentiero o un sensore. Piccoli cumuli, banchi di nebbia, coste e versanti montuosi possono creare forti differenze al suo interno. Errori minimi di umidità, temperatura o moto verticale cambiano la formazione delle nubi. Gli strati bassi sotto un’inversione sono particolarmente difficili da rappresentare.
Può essere sbagliato anche l’orario. Il modello può individuare correttamente una fascia nuvolosa ma farla transitare un’ora prima o dopo. Fra due scadenze mostrate, le nubi possono svilupparsi o dissolversi. Controlla le ore vicine a quella che ti interessa e, poco prima di partire, confronta la previsione con un’osservazione aggiornata. La risorsa sulla previsione meteorologica inquadra meglio modelli e incertezza.
Come usare il dato nella vita quotidiana
Attività all’aperto
Considera la percentuale come una descrizione del cielo atteso, poi verifica gli elementi che contano per l’attività. La sola copertura non garantisce pioggia, scarsa visibilità o una bassa esposizione ai raggi ultravioletti. Nubi sottili o discontinue possono lasciar passare molta radiazione UV, quindi consulta l’indice UV. Quando uno strato basso raggiunge il suolo diventa nebbia e la visibilità può cambiare molto in pochi chilometri.
Osservazione astronomica
Una copertura ridotta offre di solito più occasioni per vedere il cielo notturno, ma la percentuale è soltanto un primo filtro. Nubi discontinue possono lasciare libero un orizzonte e nascondere proprio l’oggetto cercato; un velo alto può attenuare gli oggetti deboli anche se i pianeti o la luna piena restano visibili. Guarda le ore adiacenti, la direzione da cui arrivano le nubi e le immagini satellitari recenti. Per un’osservazione breve, una schiarita prevista vale più di una bassa media giornaliera.
Energia solare
Una copertura maggiore o più spessa riduce in genere la luce solare diretta, ma la percentuale non basta a prevedere la produzione. Contano lo spessore ottico, l’altezza del Sole, le aperture vicino al disco solare e il rapporto fra radiazione diretta e diffusa. Per stimare l’energia conviene usare una previsione di irradianza o fotovoltaica. Il PVGIS della Commissione europea fornisce dati sulla radiazione solare e sul rendimento degli impianti.
Leggere la copertura su Airpult
Airpult usa la copertura del modello per la descrizione e l’icona del cielo di una località. È la migliore stima per l’orario mostrato. La sequenza oraria indica se le nubi aumenteranno, si diraderanno o cambieranno rapidamente. Cerca la tua località con Airpult Explore.



