L’ENSO modifica le probabilità stagionali, non le previsioni locali per il giorno successivo. Il fenomeno nasce nel Pacifico tropicale da una variazione combinata delle temperature oceaniche, dei venti, della pressione e delle precipitazioni, poi influenza la circolazione atmosferica in regioni più lontane.
Che cosa sono El Niño e La Niña
El Niño e La Niña sono le due fasi opposte di un fenomeno climatico ricorrente nel Pacifico tropicale, chiamato El Niño-Southern Oscillation o ENSO. El Niño è associato ad acque superficiali insolitamente calde nel Pacifico equatoriale centrale e orientale. La Niña è associata ad acque insolitamente fredde nella stessa vasta zona.
Il cambiamento dell’oceano è solo metà del fenomeno. Venti, pressione atmosferica, formazione delle nuvole e piogge tropicali devono reagire come un unico sistema accoppiato. Questa interazione può spostare le correnti a getto e influenzare temperatura e precipitazioni stagionali ben oltre il Pacifico.
Influenzare non significa controllare. L’ENSO modifica le probabilità di alcuni schemi su larga scala, ma contano anche altri cicli oceanici, la variabilità atmosferica e la geografia locale. Una previsione di El Niño non può stabilire se pioverà in una città in un dato giorno, né garantire lo stesso andamento stagionale in ogni area.
Il Pacifico tropicale in condizioni neutrali
La fase ENSO-neutrale è la condizione di riferimento, ma non indica che oceano e atmosfera siano ovunque perfettamente nella media. Significa che i principali indicatori del Pacifico tropicale non formano uno schema persistente di El Niño o La Niña.
Vicino all’equatore, gli alisei soffiano di solito da est verso ovest. Contribuiscono a spostare l’acqua calda superficiale verso l’Indonesia e il Pacifico occidentale. In quella zona il mare caldo alimenta aria umida ascendente, nuvole e abbondanti piogge tropicali.
Nel Pacifico equatoriale orientale il termoclino si trova normalmente più vicino alla superficie. Il termoclino è la zona di passaggio tra l’acqua calda superficiale e quella più fredda in profondità. Venti e correnti permettono a parte di quest’acqua fredda e ricca di nutrienti di risalire. Il processo prende il nome di upwelling ed è particolarmente importante vicino alle coste del Sud America.
L’aria che sale sul Pacifico occidentale caldo e scende più a est fa parte della circolazione di Walker. Alisei, temperatura marina e piogge tropicali si rafforzano a vicenda. Un cambiamento in una parte del sistema può quindi propagarsi alle altre.
Come oceano e atmosfera si rafforzano a vicenda
L’ENSO nasce dall’accoppiamento tra oceano e atmosfera. Se gli alisei si indeboliscono abbastanza a lungo, l’acqua calda può estendersi verso est. Il termoclino si abbassa nel Pacifico orientale e l’upwelling porta in superficie acqua meno fredda. Anche l’attività temporalesca si sposta verso le acque più calde del Pacifico centrale o orientale.
Questo spostamento delle piogge tropicali modifica la distribuzione della pressione e può indebolire ancora gli alisei. L’oceano influenza l’atmosfera, che a sua volta interviene sull’oceano. Tale retroazione aiuta un evento di El Niño a crescere.
Il processo può funzionare anche nella direzione opposta. Alisei più forti favoriscono acque superficiali più fredde nel Pacifico centrale e orientale, mentre la convezione si concentra maggiormente sul caldo Pacifico occidentale. Si creano così condizioni favorevoli a La Niña.
Ogni episodio ha tempi e intensità propri. Brevi impulsi di vento tropicale, il calore sotto la superficie e le onde che attraversano il Pacifico possono influenzarne sviluppo e durata.
Che cosa succede durante El Niño
Durante El Niño, gli alisei si indeboliscono su parte del Pacifico equatoriale. Per brevi periodi possono anche invertire direzione. L’acqua calda superficiale e un termoclino più profondo si estendono più a est del normale. L’upwelling al largo del Sud America può continuare, ma si indebolisce e l’acqua che raggiunge la superficie è in genere più calda e meno ricca di nutrienti.
Anche la fascia delle piogge tropicali più intense si sposta verso est. Il cambiamento conta a scala globale perché i temporali tropicali concentrati trasferiscono molto calore verso l’alta atmosfera. La risposta genera grandi onde atmosferiche capaci di modificare correnti a getto e traiettorie delle perturbazioni.
Gli episodi di El Niño differiscono per intensità e posizione. In alcuni casi il riscaldamento maggiore si trova vicino alle coste sudamericane, in altri nel Pacifico centrale. Queste differenze cambiano la risposta nelle regioni lontane, perciò due stagioni con El Niño possono produrre effetti diversi.
El Niño tende inoltre ad aumentare la temperatura media globale in superficie, trasferendo più calore dall’oceano all’atmosfera. Può quindi rendere più probabile un periodo insolitamente caldo a livello mondiale, ma non trasforma ogni episodio in un record. Restano importanti la tendenza climatica di lungo periodo e le altre influenze temporanee.
Per capire la differenza tra una misura locale e un andamento su vasta scala, leggi Temperatura: come si misura e che cosa significa.
Che cosa succede durante La Niña
Durante La Niña, alisei più forti della media spingono una quantità maggiore di acqua calda superficiale verso il Pacifico occidentale. A est il termoclino risale, mentre l’acqua fredda influenza maggiormente la superficie del Pacifico equatoriale centrale e orientale. Spesso aumenta anche l’upwelling.
Convezione e piogge tropicali si concentrano maggiormente verso l’Indonesia e il Pacifico occidentale. Il contrasto termico più forte tra ovest ed est modifica la circolazione di Walker e invia un diverso schema di onde atmosferiche verso le regioni subtropicali e le medie latitudini.
La Niña non è una sovracorrezione che deve seguire El Niño. È una fase accoppiata distinta. Può svilupparsi dopo El Niño, dopo una fase neutrale oppure durare per più di un ciclo stagionale. Anche intensità ed effetti cambiano da un episodio all’altro.
A parità di altre condizioni, durante La Niña la temperatura media globale in superficie tende a essere più bassa rispetto a El Niño. Questa influenza temporanea si sovrappone al cambiamento climatico di lungo periodo e non lo inverte.
Come viene identificata una fase ENSO
I servizi meteorologici e climatici controllano la temperatura superficiale del mare in diverse aree del Pacifico equatoriale. Un indicatore molto usato misura lo scarto dalla media di lungo periodo nella regione Niño 3.4. Un’anomalia calda persistente favorisce la classificazione El Niño, mentre un’anomalia fredda persistente favorisce La Niña.
La temperatura da sola non basta a definire un evento ENSO maturo. I previsori cercano anche una risposta coerente dell’atmosfera, tra cui variazioni degli alisei, della pressione e delle piogge tropicali. Soglie e metodi di calcolo operativi possono cambiare tra un ente e l’altro.
La Southern Oscillation nel nome ENSO è la componente atmosferica del fenomeno. Gli indici di pressione confrontano variazioni su larga scala nel Pacifico tropicale. Gli indicatori oceanici e atmosferici non si allineano sempre subito, soprattutto durante lo sviluppo o l’indebolimento di un episodio.
Un ciclo irregolare
El Niño e La Niña ricorrono a intervalli irregolari, in media ogni due-sette anni. Un episodio dura in genere da nove a dodici mesi, anche se alcuni proseguono più a lungo.
Molti episodi si sviluppano durante la primavera o l’estate dell’emisfero settentrionale, tendono a raggiungere il massimo in inverno e si indeboliscono in primavera. È un andamento frequente, non un calendario fisso. La Niña può persistere per più di un ciclo stagionale.
Gli effetti tipici nel mondo
Le teleconnessioni ENSO sono relazioni statistiche ricorrenti tra il Pacifico tropicale e schemi climatici lontani. Risultano più chiare quando si considera la media di una stagione e si confrontano molti episodi del passato.
Tra le tendenze stagionali più frequenti rientrano:
- Stati Uniti meridionali: El Niño spesso favorisce un inverno più umido e fresco in alcune aree, mentre La Niña tende a favorire condizioni più secche e calde.
- Stati Uniti settentrionali e Canada: El Niño può favorire condizioni più miti in alcune aree, mentre La Niña può favorire condizioni più fredde.
- Costa pacifica occidentale del Sud America: Alcune aree vicine all’equatore diventano più piovose durante El Niño e più secche durante La Niña.
- Australia e continente marittimo: El Niño aumenta in molte aree la probabilità di precipitazioni ridotte e siccità, mentre La Niña aumenta quella di piogge intense e alluvioni.
- Atlantico tropicale: El Niño spesso favorisce configurazioni dei venti che limitano l’attività degli uragani, mentre La Niña può favorire configurazioni che la sostengono. Anche altre condizioni restano importanti.
- Temperatura media globale: El Niño può aggiungere temporaneamente un effetto riscaldante. La Niña è più fresca al confronto, ma non inverte il riscaldamento a lungo termine.
Sono tendenze, non previsioni valide per ogni paese o stagione. Contano posizione e intensità dell’anomalia nel Pacifico, oltre al periodo dell’anno e ad altri schemi climatici. Anche un episodio forte può non produrre l’effetto tipico in una determinata area.
L’ENSO può influenzare anche tempi e intensità di alcune circolazioni monsoniche, ma la risposta cambia tra le regioni. Per capire il ruolo di terra, oceano e venti, leggi Come funzionano i monsoni.
In Europa il legame è in genere più debole e meno costante rispetto alle regioni che circondano il Pacifico. L’eventuale influenza compete con la circolazione del Nord Atlantico e con altre fonti di variabilità. Non è quindi prudente trasformare una fase ENSO in una previsione invernale diretta per un singolo paese europeo.
Perché cambia la corrente a getto
I temporali tropicali trasportano grandi quantità di calore e umidità verso l’alto. Quando la principale fascia di convezione si sposta sul Pacifico, cambiano anche le vaste aree in cui l’aria sale e scende. Possono così formarsi onde atmosferiche che si propagano ben oltre i tropici.
Queste onde influenzano intensità e percorso delle correnti a getto subtropicali e polari. Cambiano quindi le rotte più probabili delle perturbazioni. La risposta dipende dalla stagione e dalla zona, e raramente El Niño e La Niña producono due schemi perfettamente speculari.
La guida alle correnti a getto spiega come questi venti d’alta quota dirigono i sistemi meteorologici e perché il loro percorso varia.
Come funzionano le previsioni ENSO
Gli scienziati osservano il Pacifico con satelliti, boe ancorate, navi, boe profilanti e misure atmosferiche. I dati raccolti sotto la superficie sono particolarmente utili, perché una riserva di acqua calda o fredda può anticipare ciò che emergerà in seguito.
I centri di previsione combinano le osservazioni con due tipi principali di modello:
- I modelli dinamici simulano la fisica di oceano e atmosfera.
- I modelli statistici usano le relazioni emerse dalle osservazioni passate.
I previsori confrontano numerose simulazioni invece di affidarsi a un unico risultato. Le previsioni ufficiali indicano quindi una probabilità per El Niño, fase neutrale e La Niña. I valori cambiano man mano che arrivano nuove osservazioni e il periodo previsto si avvicina.
L’affidabilità non resta uguale durante l’anno. Le previsioni che attraversano la primavera dell’emisfero nord hanno spesso maggiore incertezza, un limite chiamato barriera di prevedibilità primaverile. Un episodio può inoltre svilupparsi in modo diverso dalla media dei modelli. Di solito è possibile stimare la fase con più sicurezza rispetto all’intensità finale o agli effetti locali.
Le previsioni ENSO offrono un contesto climatico stagionale. Per sapere che tempo farà in un luogo e in un momento precisi, consulta una previsione meteo aggiornata e segui le allerte ufficiali in caso di possibili fenomeni pericolosi.
Come leggere una notizia sull’ENSO
Quando una previsione cita El Niño o La Niña, controlla tre elementi:
- La fase è osservata o prevista? Una probabilità elevata non significa che il fenomeno si sia già sviluppato.
- Quale periodo copre? Le previsioni ENSO descrivono in genere medie stagionali sovrapposte, non singoli giorni.
- Si parla di una tendenza o di una certezza? Una maggiore probabilità di pioggia in una stagione può includere settimane asciutte e forti differenze all’interno della stessa regione.
Considera l’ENSO come contesto generale. Per un singolo evento possono contare di più le previsioni locali, l’umidità del suolo, le temperature marine fuori dal Pacifico e la circolazione a breve termine. La guida alle precipitazioni spiega perché tipo e quantità possono variare anche su distanze ridotte.
Cosa può mostrare Airpult
Airpult mostra le condizioni attuali e le previsioni meteo locali. Non pubblica lo stato dell’ENSO, probabilità ENSO o previsioni climatiche stagionali. Per questi prodotti consulta la NOAA, l’OMM o il servizio meteorologico nazionale competente.
Usa Airpult Esplora per confrontare condizioni attuali e previsioni a più breve termine in località diverse. Non dedurre un esito stagionale locale dalla sola fase ENSO.



